Vai al contenuto

Morti e infortuni sul lavoro: tutti i dati e le statistiche del 2024

Morti e infortuni sul lavoro: tutti i dati e le statistiche del 2024

Compila il modulo e ricevi assistenza!

Un operaio in tuta da lavoro e casco protettivo seduto pericolosamente sul ciglio dell'attico di un grattacielo

Nel 2024, in Italia, si sono registrati 1.077 infortuni mortali sul lavoro, un aumento del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. Questo incremento, pari a 48 casi, evidenzia come le morti sul lavoro rimangano un tema rilevante, anche in un contesto di leggera diminuzione delle denunce totali di infortuni. Infatti, i dati sugli infortuni denunciati nel corso dell’anno si attestano a 511.688, segnando un calo dello 0,7% rispetto al 2023.

Abbiamo preparato per te un’analisi dettagliata dei dati del 2024, mettendo in luce i settori più colpiti, le categorie vulnerabili e le tendenze sui morti sul lavoro in Italia. Approfondiremo inoltre gli aspetti chiave sulla sicurezza sul lavoro, opportunità di prevenzione e il ruolo dell’assistenza legale per garantire un risarcimento adeguato alle vittime o ai loro familiari.

Il bilancio del 2024: denunce di infortuni e malattie professionali

Nel 2024, in Italia, sono state presentate 511.688 denunce di infortuni sul lavoro, con un leggero calo dello 0,7% rispetto al 2023. Tra queste, 490.725 riguardavano infortuni in occasione di lavoro, mentre le rimanenti comprendono incidenti avvenuti in itinere.

Si osserva una tendenza di riduzione delle segnalazioni generali, ma l’aumento degli infortuni mortali (1.077 casi, +4,7%) rappresenta un grave segnale di allarme. I dati provvisori evidenziano che, nonostante qualche miglioramento globale, persistono criticità importanti nel contesto della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Infortuni sul lavoro mortali e i settori più colpiti

Analisi dei settori più a rischio

Nel 2024, i settori più colpiti  sono stati le costruzioni, l’agricoltura e i trasporti. Il settore delle costruzioni, in particolare, registra il numero più alto di decessi: molte delle vittime sono state coinvolte in cadute dall’alto, incidenti legati all’utilizzo di macchinari o alla scarsa manutenzione delle attrezzature. Seguono l’agricoltura, dove gli incidenti sono frequentemente associati all’utilizzo di mezzi agricoli, e il settore dei trasporti, che si confronta con incidenti stradali significativi nell’ambito lavorativo.

Lavoratori stranieri e categorie vulnerabili

Nel 2024, un’alta percentuale di vittime degli infortuni è rappresentata da lavoratori stranieri, con 176 decessi avvenuti in occasione di lavoro. Il rischio maggiore è legato a mansioni usuranti o a settori con requisiti di sicurezza insufficienti. Un’altra categoria vulnerabile è quella degli ultrasessantacinquenni, che registra una mortalità elevata dovuta alla combinazione di fattori come età avanzata e ambienti lavorativi inadeguati.

Incidenti in occasione di lavoro e in itinere

Gli incidenti in occasione di lavoro restano la causa principale di decessi, con 805 casi segnalati. Tuttavia, gli incidenti in itinere, cioè avvenuti durante il tragitto casa-lavoro o viceversa, contano 285 morti, evidenziando la necessità di migliorare la sicurezza legata agli spostamenti lavorativi. Questi possono essere dovuti a condizioni stradali avverse o a orari particolarmente lunghi e pesanti.

Distribuzione per genere, settori e fasce d’età

La maggior parte delle denunce è stata presentata da uomini (326.978), mentre le donne hanno contribuito con 163.747 segnalazioni. I settori che registrano il maggior numero di infortuni sono quelli delle costruzioni, della manifattura e della logistica, con ulteriore incidenza nell’agricoltura e nei trasporti.

Dal punto di vista demografico, la fascia d’età più coinvolta è quella tra i 45 e i 54 anni, spesso legata ad attività manuali o a mansioni esposte a rischi operativi. Questa tendenza è da attribuire ai carichi di lavoro e alla presenza continuativa in ambienti lavorativi ad alto rischio.

Approfondimento sugli infortuni mortali

Gli infortuni mortali appaiono distribuiti in modo disomogeneo tra i settori. Il settore delle costruzioni rimane uno dei più esposti, sia per le modalità di lavoro che per i rischi intrinseci legati all’uso di macchinari e attrezzature non adeguatamente mantenute. Il contesto operativo, unito a una scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro e ambiente, è spesso determinante per incidenti gravi o fatali.

Salute e sicurezza sul lavoro

Mancanza di formazione adeguata nel personale

Una delle cause principali degli infortuni sul lavoro è la formazione insufficiente dei lavoratori. La scarsa conoscenza delle procedure di sicurezza o l’uso improprio delle attrezzature aumenta notevolmente il rischio di incidenti. Questo problema è particolarmente evidente nei settori ad alta pericolosità come le costruzioni e l’agricoltura, dove l’assenza di corsi di aggiornamento o di addestramento pratico si traduce in comportamenti non sicuri.

Scarsa manutenzione delle attrezzature da lavoro

La mancata o inadeguata manutenzione delle attrezzature rappresenta un altro fattore critico in Italia. Macchinari obsoleti, difettosi o mal gestiti possono causare incidenti gravi, specialmente nei contesti industriali. Garantire controlli regolari e un sistema efficace di interventi tecnici è indispensabile per evitare guasti che possano mettere in pericolo la vita dei lavoratori.

Dinamiche legate alla stanchezza e assenza di misure di protezione

La stanchezza lavorativa e la mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati contribuiscono significativamente all’aumento degli incidenti. Turni eccessivamente lunghi o attività fisiche ripetitive riducono la capacità di concentrazione dei dipendenti, aumentando la probabilità di errori. Inoltre, l’assenza di misure di protezione, come caschi, guanti o impianti di sicurezza collettiva nei luoghi operativi, amplifica i rischi legati all’attività lavorativa.

Analisi dei dati relativi alle malattie connesse al lavoro

Nel 2024, le malattie professionali hanno mostrato un incremento significativo rispetto al 2023. In particolare, sono state protocollate 88.499 denunce, con un aumento del 21,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le malattie più denunciate rientrano le patologie osteo-muscolari legate alla ripetitività dei gesti e al sovraccarico fisico, le malattie respiratorie provocate dall’esposizione a polveri o agenti chimici e variegate affezioni del sistema nervoso e dell’udito. Anche i tumori riconosciuti come conseguenza di esposizioni professionali rappresentano una percentuale significativa delle diagnosi nel contesto lavorativo.

Settori maggiormente colpiti

I settori più coinvolti rimangono quelli caratterizzati da attività fisiche ripetitive o dall’esposizione a rischi specifici. Tra questi:

  • Industria manifatturiera: stress fisico prolungato e contatto con sostanze nocive.
  • Edilizia: carichi pesanti e ambienti di lavoro poco ergonomici.
  • Sanità: malattie dovute al contatto costante con agenti biologici.
  • Agricoltura: esposizione a pesticidi e movimenti prolungati legati alla coltivazione.

Le denunce di malattie professionali indicano che la maggior parte dei lavoratori coinvolti appartiene alle fasce d’età 45-64, evidenziando come i rischi aumentino con il prolungarsi dell’attività lavorativa.

Risarcimento danni

Ogni lavoratore ha diritto a richiedere un risarcimento per i danni subiti, siano essi fisici, morali o economici. Questo diritto mira a compensare le lesioni e le ripercussioni economiche derivanti dall’incidente.

Danni economici e non economici

I danni risarcibili possono essere suddivisi in due categorie principali:

  • Danni economici: includono spese mediche, costi di riabilitazione, trasporti e perdite di reddito dovute all’inabilità temporanea o permanente.
  • Danni non economici: riguardano sofferenze personali e limitazioni alla qualità della vita causate dall’incidente.

Procedura per ottenere il risarcimento

Ottenere il risarcimento richiede una gestione attenta e una documentazione completa. I passaggi fondamentali sono:

  1. Raccolta di documentazione: certificati medici, verbali ufficiali e testimonianze che comprovino l’incidente e i danni subiti.
  2. Valutazione delle lesioni: affidarsi a un medico legale per determinare la gravità delle condizioni e il collegamento diretto con l’evento.
  3. Presentazione della richiesta: inoltrare i documenti raccolti alle autorità competenti o al datore di lavoro.

Come ottenere un risarcimento più alto

Gli infortuni possono causare danni fisici, morali ed economici. Se hai subito un infortunio legato alla tua attività lavorativa, anche domestica (ad esempio come colf o badante), e non sei soddisfatto dell’offerta iniziale ricevuta, puoi richiedere una rivalutazione per ottenere il giusto risarcimento.

Se hai ricevuto un’offerta per il risarcimento, ma ritieni che non sia adeguata, è possibile rivalutare il tuo caso per ottenere il giusto trattamento.

Con infortuni.it, hai accesso a una rete di studi legali esperti in risarcimenti per infortuni sul lavoro. Ti supportiamo in ogni fase per ottenere un trattamento economico migliore, senza costi iniziali.

Esponi subito il tuo caso agli studi legali o chiamaci per informazioni.

Email
Chiama