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Infezione ospedaliera: come ottenere il miglior risarcimento possibile

Infezione ospedaliera: come ottenere il miglior risarcimento possibile

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Un uomo sulla trentina, con il viso scarno e la carnagione pallida, disteso in un letto d'ospedale e con in primo piano, un simbolo di rischio biologico.

Le infezioni ospedaliere, conosciute anche con il termine tecnico di infezioni nosocomiali, rappresentano un problema complesso sia dal punto di vista medico che legale. Queste infezioni, contratte durante la degenza in una struttura sanitaria, possono generare conseguenze gravi per la salute dei pazienti e, nei casi in cui siano causate da negligenza o colpa della struttura sanitaria, è possibile richiedere risarcimenti significativi.

Vediamo in dettaglio cosa siano le infezioni ospedaliere, quali siano i danni risarcibili e come ottenere il miglior risultato possibile in termini di risarcimento.

Cosa sono le infezioni ospedaliere?

Le infezioni ospedaliere, o infezioni correlate all’assistenza (ICA), sono infezioni che un paziente contrae durante il ricovero in una struttura sanitaria e che al momento dell’ingresso non erano né presenti né in fase di incubazione. Queste infezioni iniziano a manifestarsi generalmente dopo 48-72 ore dal ricovero o possono emergere anche dopo le dimissioni.

Ambientazione e fattori di rischio

Le infezioni ospedaliere possono avere origine da diverse fonti, tra cui:

  • Microrganismi presenti nell’ambiente ospedaliero: spesso resistenti agli antibiotici comunemente utilizzati.
  • Contatto con strumenti medicali e dispositivi invasivi: come cateteri, ventilatori o strumenti chirurgici non correttamente sterilizzati.
  • Igiene del personale sanitario e delle attrezzature: casi di contaminazioni possono verificarsi per mancata adozione di protocolli di sicurezza.

Tipologie di infezioni ospedaliere

  • Infezioni del sito chirurgico: rappresentano una delle complicanze più frequenti, derivanti da interventi non igienicamente protetti. Secondo l’ECDC, il 60% di queste infezioni potrebbe essere prevenuto aderendo rigorosamente alle linee guida di prevenzione.
  • Infezioni delle vie urinarie: legate spesso all’uso di cateteri urologici in condizioni non sterili.
  • Infezioni sistemiche come sepsi: possono essere estremamente pericolose con tassi di mortalità elevati.
  • Polmoniti nosocomiali: decisamente frequenti nei pazienti sottoposti a ventilazione meccanica.

Risarcimento danni in caso di infezioni nosocomiali

Richiedere un risarcimento per un’infezione ospedaliera è un diritto del paziente quando la responsabilità della struttura sanitaria è dimostrabile. I risarcimenti possono includere danni biologici, morali ed economici.

Danni biologici, morali e patrimoniali

Danno biologico

Il danno biologico consiste nel peggioramento dello stato di salute del paziente, come invalidità temporanea o permanente, complicazioni fisiche, e riduzione della capacità lavorativa o relazionale del soggetto. Si quantifica attraverso una valutazione medico-legale che attribuisce una percentuale di invalidità al danno subito. Il danno biologico è una componente fondamentale nel contesto del risarcimento del danno alla persona, poiché rappresenta la lesione all’integrità psicofisica del soggetto, indipendentemente dalle conseguenze patrimoniali. La valutazione di tale danno viene effettuata da un medico-legale che, attraverso specifici criteri e tabelle di riferimento, attribuisce una percentuale di invalidità che rispecchia la gravità del danno subito.

Questa percentuale di invalidità è essenziale per determinare l’entità del risarcimento a cui ha diritto la persona danneggiata. La valutazione tiene conto di diversi fattori, quali la natura e la gravità delle lesioni, l’età del soggetto, e l’impatto che queste hanno sulla vita quotidiana e sulla capacità lavorativa del soggetto. Inoltre, può essere considerato anche l’aspetto psicologico, nel caso in cui il danno abbia causato conseguenze emotive o mentali significative.

È importante sottolineare che il danno biologico si distingue dal danno morale e dal danno esistenziale, sebbene possano essere collegati. Mentre il danno biologico si concentra sugli aspetti fisici e psicofisici, il danno morale concerne la sofferenza interiore e il turbamento d’animo, e il danno esistenziale riguarda la compromissione della sfera relazionale e della qualità della vita del soggetto.

Danno morale

Questo danno riguarda la sofferenza psicologica e fisica subita dal paziente a causa dell’infezione e delle sue conseguenze. L’impatto emotivo può includere ansia, depressione, angoscia e altri stati psicologici conseguenti al danno. Inoltre, il paziente potrebbe sperimentare una diminuzione della qualità della vita, dovuta alle limitazioni fisiche e sociali imposte dalla condizione medica.

La sofferenza fisica, spesso accompagnata da dolore cronico o acuto, può ulteriormente esacerbare il disagio psicologico, creando un ciclo difficile da interrompere. È essenziale che il trattamento prenda in considerazione non solo gli aspetti fisici dell’infezione, ma anche il benessere mentale del paziente. Questo può includere supporto psicologico, terapie di gestione del dolore, e un piano di riabilitazione personalizzato. Il coinvolgimento di un team multidisciplinare è utile per affrontare tutte le sfaccettature del danno subito e per promuovere un recupero completo.

Danno patrimoniale

Il danno patrimoniale comprende le spese sostenute per cure mediche aggiuntive, ricoveri prolungati, perdita di reddito e altre conseguenze economiche derivanti dall’infezione contratta. Inoltre, il danno patrimoniale può includere i costi per eventuali adattamenti necessari all’abitazione o al luogo di lavoro per far fronte a nuove esigenze fisiche, le spese per l’assistenza domiciliare o per l’acquisto di attrezzature mediche specialistiche.

È possibile anche considerare il danno alla capacità lavorativa futura, qualora l’infezione abbia compromesso permanentemente la possibilità di svolgere la propria professione. In alcuni casi, si possono richiedere danni per la perdita di opportunità di carriera o per la necessità di riqualificazione professionale. Ogni voce di danno deve essere adeguatamente documentata e quantificata per poter essere presa in considerazione in un eventuale contenzioso o richiesta di risarcimento.

Dimostrazione del nesso causale: l’onere probatorio

Affinché sia possibile ottenere il risarcimento, è necessario dimostrare il nesso causale tra l’infezione contratta e la condotta negligente della struttura sanitaria. Questo è uno degli aspetti più tecnicamente complessi della procedura risarcitoria.

Onere della prova

L’onere probatorio è distribuito tra il paziente e la struttura sanitaria, secondo i principi dettati dalle sentenze della Corte di Cassazione. Da un lato:

  • Il paziente deve dimostrare che ha contratto l’infezione all’interno della struttura ospedaliera. La prova può essere fornita attraverso presunzioni, visite mediche e documentazione clinica.
  • La struttura sanitaria, per contro, è tenuta a dimostrare di aver adottato tutti i protocolli e le misure di prevenzione necessarie, come sterilizzazione di ambienti e materiali, igiene delle mani, isolamento dei pazienti infetti e corretta gestione dei dispositivi medici. Questo principio è stato consolidato nella sentenza n. 6386/2023 della Corte di Cassazione.

Divergenze giurisprudenziali

La Cassazione ha chiarito che la responsabilità delle strutture sanitarie non deve essere considerata oggettiva. Ovvero, non basta che l’infezione si sia verificata all’interno della struttura per presumerne automaticamente la colpa. Il rischio, evidenziato da alcuni campi sanitari, è che si deduca automaticamente una negligenza dal fatto stesso di aver contratto l’infezione.

Procedure per ottenere il risarcimento per infezione ospedaliera

1. Richiesta di risarcimento

La procedura inizia con la presentazione di una richiesta formale alla struttura ospedaliera, accompagnata da tutta la documentazione e le evidenze medico-legali utili a supportare il caso.

2. Valutazione medico legale

Un medico legale valuta:

  • La gravità del danno subito,
  • L’impatto dell’infezione sulla salute fisica e mentale,
  • Le conseguenze economiche, come la necessità di cure continue o dimissioni affrettate.

3. Avvio della causa legale

Un avvocato esperto in malasanità presenta il caso in tribunale, strutturando la richiesta di risarcimento e sollevando eventuali richieste di consulenza tecnica d’ufficio (CTU).

Importi indicativi dei risarcimenti

L’ammontare del risarcimento varia con la gravità dell’infezione e il danno subito dal paziente. Di seguito un’indicazione su quanto è possibile ottenere:

  • Infezione localizzata: Da 150.000 € a 1.500.000 €.
  • Infezione post-chirurgica grave: Da 1.500.000 € e oltre.
  • Decesso per infezione ospedaliera: Risarcimenti che possono superare i 900.000 € nei casi più emblematici.

Conclusioni e consigli pratici

  1. Documentazione completa: raccolta della cartella clinica e esami diagnostici.
  2. Consulenza medico-legale: richiedere una valutazione professionale per determinare l’entità dei danni.
  3. Assistenza legale specializzata: affidarsi ad avvocati esperti di malasanità aumenta notevolmente le possibilità di successo nella causa.

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